Tesseramento
CGIL 2006
di
Carlo Baldini
Dipartimento Organizzazione Cgil nazionale
Il tesseramento 2006 –anno
del “centenario”- chiude a quota (5.650.942) iscritti.
Con questo dato -che incrementa
sul 2005 più (52.074) iscritti attivi pari al (2.01%)-, la
quantità numerica dei nostri tesserati diventa veramente imponente.
Le adesioni alla Confederazione superano significativamente
il numero, già molto elevato, dello scorso anno, proseguendo
una crescita ai ritmi elevati degli ultimi anni precedenti,
di cui una forte componente è rappresentata dai giovani, dalle
donne e dagli immigrati.
Il risultato raggiunto (in
controtendenza di fronte ad una più generale crisi di rappresentanza)
è certamente molto importante e di grande significato, ed
evidenzia, fra l’altro, che la CGIL è sempre più un
solido ed insostituibile punto di riferimento del mondo del
lavoro e della società, un soggetto dinamico capace di interpretare
il cambiamento intervenuto nel Paese negli ultimi anni, un
baluardo fondamentale della democrazia in Italia.
Un numero così elevato di
iscrizioni, oltre alla giusta soddisfazione, ci consegna ora,
sotto tutti gli aspetti, maggiore forza e responsabilità che
come sempre sarà usata dalla parte dei lavoratori e dei pensionati:
cioè, nell’interesse generale del Paese.
A questo proposito riteniamo
importante sottolineare che dietro la quantità numerica raggiunta
ci sono “fisicamente” milioni di lavoratrici,
lavoratori, pensionate e pensionati che fanno vivere e trasformano
i numeri in valori, contenuti, istanze sindacali e sociali
di cui la CGIL è, sin dalla sua nascita, interprete e garante.
Sono trascorsi cento anni
(i primi) della CGIL, vissuti intensamente, anni che si sono
caratterizzati con alti e bassi anche sul terreno del proselitismo
(un brevissimo riferimento storico, alla data di nascita della
Confederazione Generale del Lavoro -ottobre del 1906- gli
iscritti di partenza erano “190.422”).
Quindi, sul terreno non facile
del tesseramento abbiamo ottenuto un risultato positivo, netto
e molto importante, che accresce notevolmente il nostro radicamento
nel mondo del lavoro, sia in quello tradizionale che nelle
nuove figure emergenti, e, più complessivamente, nel tessuto
sociale del Paese.
E’ stato raggiunto
un risultato grande e non facile da conseguire, che premia
e riconosce il lavoro e l’impegno costante degli organizzatori,
effettuato attraverso le politiche mirate di reinsediamento
e proselitismo. Un plauso particolare deve essere indirizzato
all’impegno militante dei tesseratori: le migliaia di
compagne e compagni in prima fila nei territori, nei luoghi
di lavoro e nelle Leghe dei pensionati, che con un lavoro
capillare e meticoloso hanno conquistato (e conquistano) una
ad una le tessere per la CGIL.
Questi dati ci dicono anche
dell’apprezzamento che ci viene dal mondo del lavoro
e dai pensionati in rapporto alle politiche, alle iniziative
e alle lotte che abbiamo promosso ed effettuato in tutto l’anno
trascorso: a favore di scelte economiche e sociali giuste,
per la difesa e l’estensione dei diritti e contro la
Legge 30, per la democrazia attiva dei lavoratori, per il
salario, contro il precariato e il lavoro nero , per la sicurezza
nei luoghi di lavoro, per le pensioni (contro la controriforma
di Maroni), per la difesa del contratto nazionale, per la
scuola pubblica, per la pace, contro il terrorismo.
Ribadiamo che per valutare
e analizzare compiutamente l’insieme della dimensione
del lavoro organizzativo svolto, una attenzione particolare
deve essere riservata al turn over complessivo che si determina
ogni anno per il tesseramento (sul totale generale è di circa
il 10-12 per cento), questo è un indicatore molto rilevante
e significativo, sia perché interviene sensibilmente nella
composizione degli iscritti alla CGIL, sia perché evidenzia
che dietro l’incremento ottenuto sullo scorso anno,
c’è una quantità numerica molto grande che, concretamente,
è composta dal totale rinnovo di più di 600 mila tessere.
Il lavoro annuale del tesseramento,
oltre a misurare la nostra capacità politico-organizzativa,
può anche essere considerato una forma di “verifica
democratica” del nostro grado rappresentatività: con
esso, nei fatti, si esplicita, si manifesta, il grado di rappresentatività
determinato, attraverso la libera iscrizione alla CGIL, da
un numero molto grande e sempre crescente di lavoratori e
pensionati.
A questo risultato, ha concorso,
nel suo insieme, anche il sistema dei servizi della CGIL che
è stato, anch’esso, un elemento propulsore nell’azione
di proselitismo fornendo alle lavoratrici, ai lavoratori,
ai pensionati e pensionate una forte capacità di tutela individuale
e di garanzia di esigibilità dei diritti.
La tendenza positiva in atto, riteniamo, sulla base di nostre
analisi, che seguiterà anche nella campagna di tesseramento
del 2007, che è già pienamente in corso e che porterà alla
nostra Organizzazione un ulteriore e significativa crescita
di adesioni.
Ora a fronte dell’ottimo
risultato ottenuto, che ovviamente ci riempie di orgoglio
e soddisfazione, è necessario sviluppare il lavoro di analisi
dei dati numerici riportati nelle tabelle, per avviare una
riflessione critica (nazionale, categoriale, territoriale)
indispensabile a cogliere e interpretare per tempo difficoltà,
lacune e ritardi organizzativi, culturali e politici che probabilmente
ci sono stati.
In questa direzione le Categorie
nazionali e le Strutture regionali e territoriali hanno già
avviato la riflessione sul risultato: è un lavoro di analisi
importante che arricchirà quello più generale e complessivo
che svilupperemo nel dipartimento d’organizzazione nazionale
per migliorare, ovviamente, il lavoro di tesseramento del
2007 che è già in corso.
Anche quest’anno dobbiamo
sottolineare criticamente –correndo il rischio di essere
ripetitivi- che le informazioni dettagliate e complete suddivise
per categorie di riferimento, relative alla classi d’età
degli iscritti, alla presenza di genere, alla sindacalizzazione
tra i lavoratori immigrati, ritardano eccessivamente a pervenire
al Dipartimento Organizzazione: è una difficoltà questa che
assolutamente bisogna superare e rimuovere per effettuare
una analisi compiuta ed esaustiva del risultato ottenuto.
I dati e le informazioni
in nostro possesso- quelli pervenuti dell’insieme dei
rilevamenti effettuati dalle Camere del Lavoro-, evidenziano
che la crescita degli iscritti tra i lavoratori immigrati,
nel complesso delle categorie degli attivi è aumentata mediamente
del (18%); particolarmente significativa è la loro presenza
nei territori di alcuni poli industriali e agro-industriali,
nelle realtà bracciantili, nell’edilizia, nel turismo,
a cui fanno riferimento le categorie FILLEA, FIOM, FILCAMS,
FLAI, FILT e F.P.. E’ un dato importante che arricchisce
quello dello scorso anno, e fa diventare i lavoratori immigrati
iscritti oltre duecentoquarantamila (circa il 10% degli attivi),
confermando che la CGIL è fra le confederazioni più rappresentative
di questi lavoratori.
Le donne, fra gli iscritti
attivi, sono aumentate del (11% ). Sul totale degli iscritti
la presenza femminile accresce sensibilmente la sua specificità
attestandosi attorno al 45%, con picchi percentuali che in
alcune realtà territoriali variano dall’80% della FILTEA,
al 60-50% in FILCAMS, F.P. F.L.C., FLAI e Nidil; altresì significativo
è il loro dato fra i pensionati che si aggira attorno al 50%.
Questa presenza di genere, molto significativa, è una ricchezza
dell’organizzazione e come tale deve essere valorizzata
a tutti i livelli di direzione confederale. I giovani sotto
i trenta anni sono anch’essi in aumento sull’insieme
degli iscritti attivi più (16%), questo dato, molto importante,
è indicatore del dinamismo e della vitalità delle nostre strutture
territoriali, in particolar modo le strutture delle grandi
città metropolitane e di taluni poli industriali (dal nord
al sud), che dimostrano la forte credibilità che la CGIL vanta
tra le giovani generazioni.
Particolare e significativo
è il dato di crescita degli agroalimentaristi della FLAI,
più (809): erano diciotto anni dalla sua costituzione in categoria
(con la fusione fra la Federbraccianti e la FILZIAT), che
la FLAI arretrava sui dati del tesseramento, la chiusura positiva
del 2006 indica che c’è stata una inversione di marcia
netta ed importante, che premia il lavoro politico-organizzativo
profuso da tutto il suo gruppo dirigente, nazionale e periferico
che è stato capace di attuare progetti mirati di reinsediamento
e proselitismo, accompagnati da una intelligente razionalizzazione
delle risorse umane ed economiche in un quadro di giuste e
condivise politiche sindacali; il tutto lascia ben sperare
ad altri positivi risultati nel prossimo futuro della FLAI.
Tra le altre federazioni
di Categoria La F.P., la Categoria del pubblico impiego aumenta
più (6.818), confermandosi come la prima Categoria degli attivi
per quantità d’iscritti, questa crescita, molto importante,
che registra in alcuni territori punte di eccellenza, sommata
a quelle altrettanto positive degli ultimi anni, evidenzia
il lavoro costante, specifico e di lunga lena profuso dagli
organizzatori sul terreno del proselitismo .
La FILCAMS, nel terziario e nel commercio è la Categoria che
incrementa più (10.453), un risultato di grande rilievo che
posiziona questa categoria fra le quattro più grandi per numero
di iscritti negli attivi.
La FILLEA, la Categoria dell’edilizia,
attiene un bel più (7.914), la specificità di questa Categoria,
alto turn over, cantieri ecc, rende il risultato raggiunto
davvero ragguardevole anche sotto il profilo della sua capacità
organizzativa.
I pensionati dello SPI dopo
il forte incremento avuto negli anni precedenti subiscono
una lieve flessione di (–5.813), che equivale allo -0.19%
sul loro totale; siamo certi che questa importante categoria
della CGIL, che ha avviato un serio lavoro di analisi dei
proprio dati, saprà rispondere ai prossimi appuntamenti con
i migliori risultati.
Nel comparto scuola e istruzione,
dopo il successo conseguito nelle elezioni delle RSU nella
scuola, la nuova FLC (categoria che al congresso si è fusa
con lo SNUR e il SNS) è aumenta più (3.004), tale risultato
riconosce pienamente -oltre alla corrispondenza delle sue
politiche sindacali- la capacità organizzativa ed espansiva
di questa nuova importante Categoria .
NidiL, la Categoria che organizza
le nuove figure del mondo del lavoro, è la Categoria che in
percentuale aumenta maggiormente più (31.76%) registrando
più (7.088) iscritti, il risultato conferma le forti potenzialità
per la Categoria di dare risposte al bisogno sempre crescente
di rappresentanza, d’identità e di tutele individuali
e collettive per queste nuove figure nel mondo del lavoro.
La FILT, la federazione dei trasporti, registra più (3.404),
considerando che il settore in cui la FILT opera sta attraversando
difficoltà specifiche e particolari, il risultato ottenuto
è veramente eccellente, risultato che si aggiunge a quello
già positivo dello scorso anno.
La FISAC, la Categoria del
Credito e Assicurazioni, che aumenta iscritti da diversi anni,
ottiene un più (805), un risultato certamente importante anche
per questa particolare categoria che conferma il suo trend
positivo.
SLC, la Categoria che segue
il settore delle Comunicazioni, con più (912), evidenzia,
in un settore difficile del mondo del lavoro, un suo interessante
livello di insediamento e rappresentatività.
Bisogna riflettere sul dato
di flessione che perviene dalle principali categorie dell’industria:
i metalmeccanici della FIOM (-800), i chimici e i lavoratori
dell’energia della FILCEM (-2.192); certamente queste
categorie risentono le difficoltà dovute alle pesanti ristrutturazioni
del settore industriale, con la perdita di numerosi posti
di lavoro, in particolare in alcuni poli industriali come
a Torino e a Milano, in cui la FIOM ad esempio subisce in
prevalenza la flessione registrata, e nel settore dell’energia
in cui soprattutto la FILCEM arretra. Permangono, inoltre,
evidenti problemi nel tesseramento della FILTEA, la categoria
dei tessili, che perde (-5.601) iscritti; per la FILTEA, oltre
alle oggettive difficoltà occupazionali del settore, ci sono
probabilmente problemi strutturali organizzativi, specifici
delle categorie che intervengono in settori difficilissimi
in cui vi è un’occupazione diffusa e frammentata in
piccole e piccolissime realtà produttive sparse sul territorio
nazionale.
Fra le regioni di rilievo
è l’aumento conseguito dalla Sicilia, più (4.259), a
cui segue quello della Lombardia più (3.282), della Liguria
più (2.799) , dal Lazio più (2.362), della Toscana più (2.240),
dalla Puglia più (2.222) , dalla Campania più (2.023), delle
Marche più (1.541); fra le piccole regioni spicca il dato
del Molise, più (955), che in percentuale, con più (3.98%),
è in assoluto il dato regionale più alto.
Molto importante è stato
il risultato ottenuto dalle organizzazioni che hanno un rapporto
d’affiliazione con la CGIL, più (8.142), fra queste
particolare è stato l’aumento delle adesioni all’ALPA
(l’associazione che si rapporta con le figure miste
del mondo agricolo) e del SI.NA.G.I. (Sindacato nazionale
giornalai d’Italia).
Infine, rilevantissimo è il risultato ottenuto dal SILP (l’Organizzazione
dei lavoratori della polizia) che incrementa più (1.043) adesioni,
una percentuale di crescita del (9.88%).
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