Tesseramento 2006

 

 

L'adesione alla CGIL è volontaria. Essa comporta piena eguaglianza di diritti e di doveri nel pieno rispetto dell'appartenenza a gruppi etnici, nazionalità, lingua, fedi religiose, di interessi, nonchè l'accettazione dei principi e delle norme dello statuto, in quanto assumono i valori delle libertà personali, civili, economiche, sociali e politiche della giustizia sociale quali presupposti fondati e fini irrunciabili di una società democratica (dallo Statuto della CGIL).

Puoi consultare i dati del Tesseramento Cgil dal 1997 al 2006

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Tesseramento CGIL 2006

di Carlo Baldini
Dipartimento Organizzazione Cgil nazionale

Il tesseramento 2006 –anno del “centenario”- chiude a quota (5.650.942) iscritti.

Con questo dato -che incrementa sul 2005 più (52.074) iscritti attivi pari al (2.01%)-, la quantità numerica dei nostri tesserati diventa veramente imponente. Le adesioni alla Confederazione superano significativamente il numero, già molto elevato, dello scorso anno, proseguendo una crescita ai ritmi elevati degli ultimi anni precedenti, di cui una forte componente è rappresentata dai giovani, dalle donne e dagli immigrati.

Il risultato raggiunto (in controtendenza di fronte ad una più generale crisi di rappresentanza) è certamente molto importante e di grande significato, ed evidenzia, fra l’altro, che la CGIL è sempre più un solido ed insostituibile punto di riferimento del mondo del lavoro e della società, un soggetto dinamico capace di interpretare il cambiamento intervenuto nel Paese negli ultimi anni, un baluardo fondamentale della democrazia in Italia.

Un numero così elevato di iscrizioni, oltre alla giusta soddisfazione, ci consegna ora, sotto tutti gli aspetti, maggiore forza e responsabilità che come sempre sarà usata dalla parte dei lavoratori e dei pensionati: cioè, nell’interesse generale del Paese.

A questo proposito riteniamo importante sottolineare che dietro la quantità numerica raggiunta ci sono “fisicamente” milioni di lavoratrici, lavoratori, pensionate e pensionati che fanno vivere e trasformano i numeri in valori, contenuti, istanze sindacali e sociali di cui la CGIL è, sin dalla sua nascita, interprete e garante.

Sono trascorsi cento anni (i primi) della CGIL, vissuti intensamente, anni che si sono caratterizzati con alti e bassi anche sul terreno del proselitismo (un brevissimo riferimento storico, alla data di nascita della Confederazione Generale del Lavoro -ottobre del 1906- gli iscritti di partenza erano “190.422”).

Quindi, sul terreno non facile del tesseramento abbiamo ottenuto un risultato positivo, netto e molto importante, che accresce notevolmente il nostro radicamento nel mondo del lavoro, sia in quello tradizionale che nelle nuove figure emergenti, e, più complessivamente, nel tessuto sociale del Paese.

E’ stato raggiunto un risultato grande e non facile da conseguire, che premia e riconosce il lavoro e l’impegno costante degli organizzatori, effettuato attraverso le politiche mirate di reinsediamento e proselitismo. Un plauso particolare deve essere indirizzato all’impegno militante dei tesseratori: le migliaia di compagne e compagni in prima fila nei territori, nei luoghi di lavoro e nelle Leghe dei pensionati, che con un lavoro capillare e meticoloso hanno conquistato (e conquistano) una ad una le tessere per la CGIL.

Questi dati ci dicono anche dell’apprezzamento che ci viene dal mondo del lavoro e dai pensionati in rapporto alle politiche, alle iniziative e alle lotte che abbiamo promosso ed effettuato in tutto l’anno trascorso: a favore di scelte economiche e sociali giuste, per la difesa e l’estensione dei diritti e contro la Legge 30, per la democrazia attiva dei lavoratori, per il salario, contro il precariato e il lavoro nero , per la sicurezza nei luoghi di lavoro, per le pensioni (contro la controriforma di Maroni), per la difesa del contratto nazionale, per la scuola pubblica, per la pace, contro il terrorismo.

Ribadiamo che per valutare e analizzare compiutamente l’insieme della dimensione del lavoro organizzativo svolto, una attenzione particolare deve essere riservata al turn over complessivo che si determina ogni anno per il tesseramento (sul totale generale è di circa il 10-12 per cento), questo è un indicatore molto rilevante e significativo, sia perché interviene sensibilmente nella composizione degli iscritti alla CGIL, sia perché evidenzia che dietro l’incremento ottenuto sullo scorso anno, c’è una quantità numerica molto grande che, concretamente, è composta dal totale rinnovo di più di 600 mila tessere.

Il lavoro annuale del tesseramento, oltre a misurare la nostra capacità politico-organizzativa, può anche essere considerato una forma di “verifica democratica” del nostro grado rappresentatività: con esso, nei fatti, si esplicita, si manifesta, il grado di rappresentatività determinato, attraverso la libera iscrizione alla CGIL, da un numero molto grande e sempre crescente di lavoratori e pensionati.

A questo risultato, ha concorso, nel suo insieme, anche il sistema dei servizi della CGIL che è stato, anch’esso, un elemento propulsore nell’azione di proselitismo fornendo alle lavoratrici, ai lavoratori, ai pensionati e pensionate una forte capacità di tutela individuale e di garanzia di esigibilità dei diritti.
La tendenza positiva in atto, riteniamo, sulla base di nostre analisi, che seguiterà anche nella campagna di tesseramento del 2007, che è già pienamente in corso e che porterà alla nostra Organizzazione un ulteriore e significativa crescita di adesioni.

Ora a fronte dell’ottimo risultato ottenuto, che ovviamente ci riempie di orgoglio e soddisfazione, è necessario sviluppare il lavoro di analisi dei dati numerici riportati nelle tabelle, per avviare una riflessione critica (nazionale, categoriale, territoriale) indispensabile a cogliere e interpretare per tempo difficoltà, lacune e ritardi organizzativi, culturali e politici che probabilmente ci sono stati.

In questa direzione le Categorie nazionali e le Strutture regionali e territoriali hanno già avviato la riflessione sul risultato: è un lavoro di analisi importante che arricchirà quello più generale e complessivo che svilupperemo nel dipartimento d’organizzazione nazionale per migliorare, ovviamente, il lavoro di tesseramento del 2007 che è già in corso.

Anche quest’anno dobbiamo sottolineare criticamente –correndo il rischio di essere ripetitivi- che le informazioni dettagliate e complete suddivise per categorie di riferimento, relative alla classi d’età degli iscritti, alla presenza di genere, alla sindacalizzazione tra i lavoratori immigrati, ritardano eccessivamente a pervenire al Dipartimento Organizzazione: è una difficoltà questa che assolutamente bisogna superare e rimuovere per effettuare una analisi compiuta ed esaustiva del risultato ottenuto.

I dati e le informazioni in nostro possesso- quelli pervenuti dell’insieme dei rilevamenti effettuati dalle Camere del Lavoro-, evidenziano che la crescita degli iscritti tra i lavoratori immigrati, nel complesso delle categorie degli attivi è aumentata mediamente del (18%); particolarmente significativa è la loro presenza nei territori di alcuni poli industriali e agro-industriali, nelle realtà bracciantili, nell’edilizia, nel turismo, a cui fanno riferimento le categorie FILLEA, FIOM, FILCAMS, FLAI, FILT e F.P.. E’ un dato importante che arricchisce quello dello scorso anno, e fa diventare i lavoratori immigrati iscritti oltre duecentoquarantamila (circa il 10% degli attivi), confermando che la CGIL è fra le confederazioni più rappresentative di questi lavoratori.

Le donne, fra gli iscritti attivi, sono aumentate del (11% ). Sul totale degli iscritti la presenza femminile accresce sensibilmente la sua specificità attestandosi attorno al 45%, con picchi percentuali che in alcune realtà territoriali variano dall’80% della FILTEA, al 60-50% in FILCAMS, F.P. F.L.C., FLAI e Nidil; altresì significativo è il loro dato fra i pensionati che si aggira attorno al 50%. Questa presenza di genere, molto significativa, è una ricchezza dell’organizzazione e come tale deve essere valorizzata a tutti i livelli di direzione confederale. I giovani sotto i trenta anni sono anch’essi in aumento sull’insieme degli iscritti attivi più (16%), questo dato, molto importante, è indicatore del dinamismo e della vitalità delle nostre strutture territoriali, in particolar modo le strutture delle grandi città metropolitane e di taluni poli industriali (dal nord al sud), che dimostrano la forte credibilità che la CGIL vanta tra le giovani generazioni.

Particolare e significativo è il dato di crescita degli agroalimentaristi della FLAI, più (809): erano diciotto anni dalla sua costituzione in categoria (con la fusione fra la Federbraccianti e la FILZIAT), che la FLAI arretrava sui dati del tesseramento, la chiusura positiva del 2006 indica che c’è stata una inversione di marcia netta ed importante, che premia il lavoro politico-organizzativo profuso da tutto il suo gruppo dirigente, nazionale e periferico che è stato capace di attuare progetti mirati di reinsediamento e proselitismo, accompagnati da una intelligente razionalizzazione delle risorse umane ed economiche in un quadro di giuste e condivise politiche sindacali; il tutto lascia ben sperare ad altri positivi risultati nel prossimo futuro della FLAI.

Tra le altre federazioni di Categoria La F.P., la Categoria del pubblico impiego aumenta più (6.818), confermandosi come la prima Categoria degli attivi per quantità d’iscritti, questa crescita, molto importante, che registra in alcuni territori punte di eccellenza, sommata a quelle altrettanto positive degli ultimi anni, evidenzia il lavoro costante, specifico e di lunga lena profuso dagli organizzatori sul terreno del proselitismo .
La FILCAMS, nel terziario e nel commercio è la Categoria che incrementa più (10.453), un risultato di grande rilievo che posiziona questa categoria fra le quattro più grandi per numero di iscritti negli attivi.

La FILLEA, la Categoria dell’edilizia, attiene un bel più (7.914), la specificità di questa Categoria, alto turn over, cantieri ecc, rende il risultato raggiunto davvero ragguardevole anche sotto il profilo della sua capacità organizzativa.

I pensionati dello SPI dopo il forte incremento avuto negli anni precedenti subiscono una lieve flessione di (–5.813), che equivale allo -0.19% sul loro totale; siamo certi che questa importante categoria della CGIL, che ha avviato un serio lavoro di analisi dei proprio dati, saprà rispondere ai prossimi appuntamenti con i migliori risultati.

Nel comparto scuola e istruzione, dopo il successo conseguito nelle elezioni delle RSU nella scuola, la nuova FLC (categoria che al congresso si è fusa con lo SNUR e il SNS) è aumenta più (3.004), tale risultato riconosce pienamente -oltre alla corrispondenza delle sue politiche sindacali- la capacità organizzativa ed espansiva di questa nuova importante Categoria .

NidiL, la Categoria che organizza le nuove figure del mondo del lavoro, è la Categoria che in percentuale aumenta maggiormente più (31.76%) registrando più (7.088) iscritti, il risultato conferma le forti potenzialità per la Categoria di dare risposte al bisogno sempre crescente di rappresentanza, d’identità e di tutele individuali e collettive per queste nuove figure nel mondo del lavoro. La FILT, la federazione dei trasporti, registra più (3.404), considerando che il settore in cui la FILT opera sta attraversando difficoltà specifiche e particolari, il risultato ottenuto è veramente eccellente, risultato che si aggiunge a quello già positivo dello scorso anno.

La FISAC, la Categoria del Credito e Assicurazioni, che aumenta iscritti da diversi anni, ottiene un più (805), un risultato certamente importante anche per questa particolare categoria che conferma il suo trend positivo.

SLC, la Categoria che segue il settore delle Comunicazioni, con più (912), evidenzia, in un settore difficile del mondo del lavoro, un suo interessante livello di insediamento e rappresentatività.

Bisogna riflettere sul dato di flessione che perviene dalle principali categorie dell’industria: i metalmeccanici della FIOM (-800), i chimici e i lavoratori dell’energia della FILCEM (-2.192); certamente queste categorie risentono le difficoltà dovute alle pesanti ristrutturazioni del settore industriale, con la perdita di numerosi posti di lavoro, in particolare in alcuni poli industriali come a Torino e a Milano, in cui la FIOM ad esempio subisce in prevalenza la flessione registrata, e nel settore dell’energia in cui soprattutto la FILCEM arretra. Permangono, inoltre, evidenti problemi nel tesseramento della FILTEA, la categoria dei tessili, che perde (-5.601) iscritti; per la FILTEA, oltre alle oggettive difficoltà occupazionali del settore, ci sono probabilmente problemi strutturali organizzativi, specifici delle categorie che intervengono in settori difficilissimi in cui vi è un’occupazione diffusa e frammentata in piccole e piccolissime realtà produttive sparse sul territorio nazionale.

Fra le regioni di rilievo è l’aumento conseguito dalla Sicilia, più (4.259), a cui segue quello della Lombardia più (3.282), della Liguria più (2.799) , dal Lazio più (2.362), della Toscana più (2.240), dalla Puglia più (2.222) , dalla Campania più (2.023), delle Marche più (1.541); fra le piccole regioni spicca il dato del Molise, più (955), che in percentuale, con più (3.98%), è in assoluto il dato regionale più alto.

Molto importante è stato il risultato ottenuto dalle organizzazioni che hanno un rapporto d’affiliazione con la CGIL, più (8.142), fra queste particolare è stato l’aumento delle adesioni all’ALPA (l’associazione che si rapporta con le figure miste del mondo agricolo) e del SI.NA.G.I. (Sindacato nazionale giornalai d’Italia).
Infine, rilevantissimo è il risultato ottenuto dal SILP (l’Organizzazione dei lavoratori della polizia) che incrementa più (1.043) adesioni, una percentuale di crescita del (9.88%).