Umerto Franchi
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« il: Giugno 17, 2008, 10:47:37 am » |
Risposta
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La strage sul lavoro avvenuta a Mineo con la morte di 6 lavoratori , il lavoratore precario assunto in appalto per la manutenzione Enel morto a Termine Imprese, i due egiziani assunti “in nero”senza essere assicurati morti caduti da un ponteggio morti a Milano, ecc… ogni giorno una strage che evidenzia come le morti bianche sono in continuo aumento perché i lavoratori vengono considerati dai datori di lavoro, solo una merce da consumare e gettare ! Se andiamo a ritroso di 10 anni ed esaminiamo il bollettino degli infortuni e dei decessi avvenuti in Italia ed anche nella Provincia di Lucca per incidenti sul lavoro, ci accorgiamo che esso assomiglia ad un bollettino di guerra : in Italia vi sono stati circa 9 milioni di infortuni con oltre 13.000 morti, mentre in provincia di Lucca vi sono stati circa 50.000 infortuni e 65 “morti bianche”. Eppure in questi 10 anni, come Organizzazioni Sindacali, abbiamo concordato piani di prevenzione e di controllo, attraverso linee comuni, protocolli di intesa ecc.. con la Prefettura, le Istituzioni Locali, con la ASL, con le Rappresentanze Sociali delle Imprese, che vanno ad aggiungersi alla corposa normativa già esistente a livello legislativo e contrattuale. Dobbiamo allora domandarci perché Nonostante ciò, gli incidenti mortali aumentano ? Perchè il continuo stillicidio di morti? Una risposta c’è ! Essa sta nei modelli produttivi ed organizzativi adottate dalle imprese, che continuano a privilegiare la centralità del profitto, considerando i lavoratori merci da consumare e non esseri umani, ricercando quindi la propria competitività attraverso la riduzione dei costi della prevenzione, la riduzione del costo del lavoro, la riduzione dei diritti di chi lavora, l’attuazione della flessibilità ed incremento degli straordinari, le assunzioni precarie , l’assunzione di lavoratori in nero senza alcuna forma di assicurazione, la mancanza di una seria formazione, informazione ed addestramento dei lavoratori. Ma qual’è la risposta che oggi danno gli imprenditori ed il governo alla nuova strage? Sembra incredibile… forse vivono sulla luna… ma chiedono la deregolamentazione di ogni regola e diritti sul lavoro, nonché la depenalizzazione del nuovo Testo Unico sulla Sicurezza fatta dal precedente governo Prodi, al fine di evitare di mandare in galera i responsabili delle stragi.
Credo che sia arrivato il tempo di riprendere come sindacato una iniziativa forte che vada al di là della normativa legislativa , i protocolli di intesa… che sia in grado di incidere veramente sulle tematiche della prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro, mettendo profondamente in discussione il come si lavora, con quanti e quali organici non precari si lavora, il per cosa si lavora… rifiutando altresì ogni possibile lavoro a rischio.
Oggi, la battaglia da fare è molto difficile, perché siamo in presenza di un lavoro precario nel 50% di tutta l’occupazione, con la conseguenza che i datori d lavoro adottano l’arma del ricatto… “o stai zitto e fai quello che ti dico” o alla scadenza del tuo contratto a termine , non ti verrà rinnovato” ! Sono quindi i modelli produttivi ed organizzativi e del mercato del lavoro esistenti, che vanno profondamente modificati! NON C’E’ ALTERNATIVA A QUELLA DELLA RIPRESA DI UNA FORTE LOTTA CONFLITTUALE IN OGNI LUOGO DI LAVORO PER OTTENERE LA PREVENZIONE E SICUREZZA ! Occorre uscire dal senso di impotenza e spezzare la cultura oggi vincente di pensare che non ci sia alternativa ad un’economia globalizzata e liberalizzata da ogni “laccio e lacciolo”.
Umberto Franchi – Responsabile Dipart. Piccole Imprese Artigianato CGIL Provincia di Lucca
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