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Autore Topic: conferenza nazionale dei metalmeccanici migranti  (Letto 1810 volte)
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« il: Novembre 15, 2006, 06:08:18 pm »
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Home >> Stampa > 2006 > Fiom. Rinaldini: “Riscrivere la legislazione sul rapporto tra lavoro e immigrazione”. Conclusa a Brescia la seconda Conferenza nazionale dei metalmeccanici migranti
 

COMUNICATO STAMPA
 
 

Fiom. Rinaldini: “Riscrivere la legislazione sul rapporto tra lavoro e immigrazione”. Conclusa a Brescia la seconda Conferenza nazionale dei metalmeccanici migranti

“L’asse centrale lungo cui riscrivere il testo unico sull’immigrazione, che è stato negativamente alterato dalla legge Bossi-Fini, è quello della relazione fra permesso di soggiorno e rapporto di lavoro.” Lo ha detto Gianni Rinaldini, segretario generale della Fiom-Cgil, concludendo, nel primo pomeriggio, la seconda Conferenza nazionale dei lavoratori migranti metalmeccanici svoltasi oggi presso la Camera di commercio di Brescia.

“Il lavoratore che sta nel sommerso e denuncia questa sua condizione – ha spiegato Rinaldini – deve essere messo in condizione di uscire dalla clandestinità e, quindi, deve poter avere il permesso di soggiorno pur in assenza di un rapporto regolare. Se non si fa così vuol dire che, al di là di tante dichiarazioni sulla legalità, in realtà si ritiene tale denuncia come un gesto negativo.”

“Purtroppo – ha affermato Rinaldini – pare a volte di vivere in un paese dominato da una sorta di ipocrisia sociale. E infatti quando si sono costruiti nella realtà migliaia e migliaia di rapporti di lavoro irregolari, alla fine non resta che fare, periodicamente, qualche sanatoria. Ed è esattamente questo ciò che ha fatto il governo Berlusconi.”

“Ma non si creda – ha proseguito Rinaldini – che un’organizzazione come la nostra possa permettersi di limitarsi alla denuncia dei mali di un capitalismo che approfitta nel modo più meschino della debolezza sociale dei lavoratori immigrati. Il fatto è che siamo in presenza di processi di precarizzazione del lavoro che coinvolgono tutti e portano alla frantumazione dei rapporti sociali e quindi anche a contrapposizioni tra gruppi di lavoratori. La solidarietà, oggi, non è un moto spontaneo, ma un elemento che va costruito e ricostruito in continuazione. E dobbiamo dire che in alcuni casi si tratta anche di una costruzione molto faticosa.”

“Per parte nostra – ha concluso Rinaldini – intendiamo impegnarci sempre di più in questa costruzione anche in termini organizzativi promuovendo un allargamento della presenza di lavoratori immigrati non solo tra gli iscritti ma anche nei gruppi dirigenti della Fiom.”

Ufficio Stampa Fiom-Cgil
Brescia, 14 novembre 2006
 
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