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Autore Topic: ROBIN HOOD ALLA ROVESCIA  (Letto 535 volte)
Jackal
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« il: Gennaio 15, 2009, 02:56:52 pm »
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Prendere dalle tasche dei più poveri, gli immigrati, per darli, quegli euro, ai ricchi, o comunque a quelli che stanno certamente meglio. Una legge di Robin Hood alla rovescia. Il ministro dell’I nterno, Roberto Maroni, però non demorde e la Lega Nord è con lui: bisogna istituire una tassa sui permessi di soggiorno per stranieri. Sembrava tutto rientrato qualche giorno fa allorché il presidente della Camera, Gianfranco Fini, aveva proferito un secco "no" alla misura. Era esplicitamente contrario, fino a poche ore fa, lo stesso Silvio Berlusconi. Ma il titolare degli Interni, uscito da un colloquio col collega della Giustizia, Angelino Alfano, ha confermato la tassa. Qualche decina di euro per rimanere in Italia. Altrimenti, fuori.

La tassa come dissuasione per chi vuol entrare dentro i nostri confini. Per la verità sta agendo da freno automatico anche la crisi economica in forza della quale gli arrivi appaiono in calo, mentre si stanno accrescendo i ritorni in patria. Per esempio dall’I talia alla Romania, anche se i rientranti, esibendo una certa qual specializzazione conseguita da noi, ambiscono dichiaratamente a posti di responsabilità.

Fra le obiezioni alla tassa di soggiorno sugli stranieri - oltre ai motivi di equità e di umanità - ne emerge una squisitamente economica: gli immigrati, ormai al di là dei 3 milioni e mezzo, siano essi manovali, operai, braccianti e salariati agricoli, addetti ai servizi e al turismo, artigiani e anche imprenditori (edilizia, ristorazione, pulizie, ecc.), nel 2006 producevano quasi il 10 per cento del nostro Pil, superando ormai l’11 al Nord e avvicinandolo al Centro. Insomma, valgono quasi quanto l’edilizia o il turismo. In Toscana 10 imprenditori ogni 100 risultano nati fuori dalla Unione Europea: sono soprattutto cinesi, marocchini e albanesi.


Lo stesso ministro Maroni ha annunciato che la crisi in atto ha già fatto diminuire, da 150.000 a 127.000, le richieste di soggiorno sin qui presentate (- 8,7 per cento). Troppo presto per dire che il flusso degli arrivi è rallentato e però il calo c’è. Semmai c’è un boom di clandestini. E allora, perché mai istituire questa tassa sugli immigrati? Il problema appare decisamente politico. La Lega Nord non ci sta a subire in silenzio la sconfitta oggettivamente patita sulla vicenda Fiumicino-Malpensa e Air France-Lufthansa.

Pertanto, insistendo su di una tassa, anche simbolica, avversata da Berlusconi e da Fini (in modo ancor più pronunciato), ribadisce nella propria gente, a cominciare dal popolo lumbard e da quello veneto, che Bossi e i suoi non abbassano per niente la guardia sugli immigrati. Anche a costo di nuove tensioni socio-politiche di cui un Paese in crisi, anzi in recessione, come l’Italia non avrebbe proprio alcun bisogno.
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Traduzione Italiana a cura di SMItalia

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