CGIL PROVINCIALE DI LUCCA
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 il: Gennaio 16, 2009, 02:47:21 pm 
Iniziato da Jackal - Ultimo post da Jackal
Cari Lavoratori e Lavoratrici siamo chiamati a contribuire alla lotta per il mantenimento del posto di lavoro che stanno conducendo da mesi i Lavoratori e le Lavoratrici del Fonspa (ex Credito Fondiario Industriale facente parte fino al 2000 dei gruppi Comit e Credit e, fino a quel momento, società quotata in borsa).
Ci sono 160 Lavoratori bancari ad elevata professionalità che hanno buone probabilità di essere mandati a casa tra pochissimo tempo senza possibilità di ricollocamento in altri Istituti e senza la possibilità di usufruire del Fondo di Solidarietà del credito non avendo maturato i requisiti temporali. Si tratterebbe di un vero e proprio licenziamento in tronco collettivo all'interno del settore bancario.
Questo grazie al gruppo che nel 2001 aveva rilevato il Fonspa: la Morgan Stanley. Proprio la grande banca d'affari americana che poco tempo fa è stata salvata dal fallimento attraverso i soldi pubblici. Anche lei, come tante banche , aveva fatto decine di miliardi di operazioni truffaldine, la cosiddetta ingegneria finanziaria, dai sub prime ai derivati, dagli swaps agli strutturati, tutto rigorosamente extra bilancio e utilizzando un indebitamento spaventoso.
La logica conseguenza di tale politica aziendale è stata la seguente: abbandono dell'attività di erogazione mutui per passare ad un'attività esclusivamente finanziaria come le cartolarizzazioni dei mutui altrui, capitale sociale ridotto alla miseria di 6 milioni di euro, svendita del palazzo di proprietà di Fonspa.
Gli effetti delle scelte aziendali si manifestano in un dato molto chiaro: dopo 4 anni, cioè nel 2005, le cartolarizzazioni non funzionano e i Lavoratori scendono in sciopero chiedendo un ritorno all'attività creditizia. A quel punto i grandi manager decidono di tornare a fare i mutui stipulando un accordo con Mediolanum per erogare i mutui ai clienti di quest'ultima. Nel 2007 viene presentato un piano industriale che prevede l’erogazione di 3 miliardi di mutui in tre anni ma, allo stesso tempo, l’azienda revoca l’accordo con Mediolanum che doveva essere il perno per raggiungere tale obiettivo (misteri del management). E così il 2007 si chiude con 16 milioni di perdita.
A questo punto, con la crisi di mutui che colpisce anche la casa madre, Morgan Stanley decide di mettere in vendita il Fonspa e dichiara che, in attesa di un eventuale compratore, sono previsti esuberi di personale. Di trattative vere con i Sindacati ed i Lavoratori per questi signori non se ne parla, e i Lavoratori scendono in sciopero ripetutamente. Morgan Stanley ora ha deciso di vendere tutti i mutui rimasti in carico al Fonspa e questa operazione, nel caso fosse portata a termine, svuoterebbe definitivamente l’azienda dei suoi contenuti. Siamo all’ultima presa in giro: chi comprerebbe un’azienda vuota? E così i Lavoratori di Fonspa saranno probabilmente costretti da Gennaio a forme di protesta più radicali di quelle messe in campo già nel 2008 che però avranno bisogno del sostegno dei Lavoratori di altre aziende
Questa storia ci insegna che nella fase attuale nessuno può ritenersi al sicuro, che i lavoratori bancari ed assicurativi italiani rischiano il posto di lavoro alla stessa stregua dei lavoratori statunitensi, tanto più se si opera in aziende di credito piccole che non vengono considerate centrali per l'economia del paese. E nessuno pensi che il lavorare per aziende italiane sia meno “pericoloso” che avere come padrone lo “straniero”: non si possono infatti sottovalutare le pesanti responsabilità delle allora Comit e Credit (oggi Intesa e Unicredit) che hanno contribuito pesantemente ad affossare il Fonspa e che assieme a tutto il sistema creditizio nazionale non possono ora esimersi dalle loro responsabilità.
I Lavoratori e le lavoratrici devono mettere in campo la propria forza. La solidarietà è l’ingrediente principale per non essere isolati e spazzati via. Per questo è importante cominciare dal sostegno ai Lavoratori del Fonspa attraverso un versamento alla Cassa di Resistenza (IBAN: IT48H0300203219000401030919 intestato "Associazione di Solidarietà Lavoratori Fonspa"), invito che rivolgiamo a tutti i lavoratori delle diverse categorie. Siamo infatti convinti che nessuna politica reazionaria basata sulle menzogne potra mai dividerci tra operai ed impiegati, dipendenti pubblici e privati, o qualsiasi altra divisione artificiosa che ha l'unico scopo di colpire tutti i settori lavorativi.

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 il: Gennaio 16, 2009, 02:46:22 pm 
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Imperia - Alle 10 nella Sala Varaldo della Camera di Commercio in v.le Matteotti. Dichiara Piero Re, segretario provinciale Fisac CGIL: “La crisi a livello mondiale avrà ripercussioni anche sulla provincia di Imperia e con questo convegno capiremo le conseguenze"

La CGIL e la FISAC CGIL di Imperia organizzano, per lunedì 19 gennaio alle ore 10 presso la Sala Varaldo della Camera di Commercio in viale Matteotti Imperia, il Convegno dal titolo “Crisi del credito e ricadute sull'economia reale”.
Saranno presenti Enrico Revello, segretario generale CGIL Imperia, Ottavio Biccheri Segretario Generale Fisac CGIL Liguria, Giuseppe Argirò Direttore Generale Confindustria Imperia, la dott.ssa Daniela Delfino Capo area Imperia – Savona Banca Carige, il dott. Nerio Nesi, presidente Fondazione Riccardo Lombardi e Nicola Maiolino della Segreteria Nazionale Fisac CGIL.
Dichiara Piero Re, segretario provinciale Fisac CGIL Imperia: “La crisi a livello mondiale avrà delle ripercussioni anche sulla provincia di Imperia e con questo convegno cercheremo di capire quali potranno essere le conseguenze sapendo che la nostra economia, basata su turismo e floricoltura, sarà fra le più colpite. Abbiamo quindi invitato alcune persone esperte al fine di cercare di trovare eventuali strategie per arginare i riflessi negativi”.

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 il: Gennaio 15, 2009, 02:56:52 pm 
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Prendere dalle tasche dei più poveri, gli immigrati, per darli, quegli euro, ai ricchi, o comunque a quelli che stanno certamente meglio. Una legge di Robin Hood alla rovescia. Il ministro dell’I nterno, Roberto Maroni, però non demorde e la Lega Nord è con lui: bisogna istituire una tassa sui permessi di soggiorno per stranieri. Sembrava tutto rientrato qualche giorno fa allorché il presidente della Camera, Gianfranco Fini, aveva proferito un secco "no" alla misura. Era esplicitamente contrario, fino a poche ore fa, lo stesso Silvio Berlusconi. Ma il titolare degli Interni, uscito da un colloquio col collega della Giustizia, Angelino Alfano, ha confermato la tassa. Qualche decina di euro per rimanere in Italia. Altrimenti, fuori.

La tassa come dissuasione per chi vuol entrare dentro i nostri confini. Per la verità sta agendo da freno automatico anche la crisi economica in forza della quale gli arrivi appaiono in calo, mentre si stanno accrescendo i ritorni in patria. Per esempio dall’I talia alla Romania, anche se i rientranti, esibendo una certa qual specializzazione conseguita da noi, ambiscono dichiaratamente a posti di responsabilità.

Fra le obiezioni alla tassa di soggiorno sugli stranieri - oltre ai motivi di equità e di umanità - ne emerge una squisitamente economica: gli immigrati, ormai al di là dei 3 milioni e mezzo, siano essi manovali, operai, braccianti e salariati agricoli, addetti ai servizi e al turismo, artigiani e anche imprenditori (edilizia, ristorazione, pulizie, ecc.), nel 2006 producevano quasi il 10 per cento del nostro Pil, superando ormai l’11 al Nord e avvicinandolo al Centro. Insomma, valgono quasi quanto l’edilizia o il turismo. In Toscana 10 imprenditori ogni 100 risultano nati fuori dalla Unione Europea: sono soprattutto cinesi, marocchini e albanesi.


Lo stesso ministro Maroni ha annunciato che la crisi in atto ha già fatto diminuire, da 150.000 a 127.000, le richieste di soggiorno sin qui presentate (- 8,7 per cento). Troppo presto per dire che il flusso degli arrivi è rallentato e però il calo c’è. Semmai c’è un boom di clandestini. E allora, perché mai istituire questa tassa sugli immigrati? Il problema appare decisamente politico. La Lega Nord non ci sta a subire in silenzio la sconfitta oggettivamente patita sulla vicenda Fiumicino-Malpensa e Air France-Lufthansa.

Pertanto, insistendo su di una tassa, anche simbolica, avversata da Berlusconi e da Fini (in modo ancor più pronunciato), ribadisce nella propria gente, a cominciare dal popolo lumbard e da quello veneto, che Bossi e i suoi non abbassano per niente la guardia sugli immigrati. Anche a costo di nuove tensioni socio-politiche di cui un Paese in crisi, anzi in recessione, come l’Italia non avrebbe proprio alcun bisogno.

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 il: Gennaio 12, 2009, 11:21:55 am 
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Roma, 9 gen - Le organizzazioni sindacali dei bancari esprimono il loro dissenso sul piano di riorganizzazione di Meliorbanca che potrebbe portare al dimezzamento dell'organico.

In un lettere inviata a Bper, Banco Popolare, Fonsai, Banca Popolare di Sondrio, Ubi Banca, Fondazione Cassa Risparmio di Alessandria, tutti azionisti della merchant bank e all'Abi, i sindacati osservano come il piano del management ''potrebbe preludere, se venissero confermati i provvedimenti annunciati (120 licenziamenti su 232 in organico), a scelte estremamente pesanti per i lavoratori, stabilendo un precedente assolutamente negativo nella storia delle relazioni sindacali del settore''.

Per i sindacati, ''l'atteggiamento sin qui tenuto al tavolo negoziale dalla stessa amministrazione di Meliorbanca appare del tutto inadeguato alla gravita' della situazione'' lamentando che ''l'approssimazione con cui l'azienda sta rilasciando l'informativa alle OO.SS. impedisce di fatto l'avvio di un confronto serio e improntato al comune intento di trovare un accordo sostenibile''. Infine, Dircredito, Fabi, Fiba/Cisl, Fisac/Cgil, Uilca, sollecitano un incontro ''per svolgere una valutazione sulle possibili soluzioni che, nel contesto dato, potrebbero essere di aiuto a risolvere una criticita', la cui rilevanza non puo' essere circoscritta alla singola azienda da essa direttamente interessata''.

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 il: Gennaio 12, 2009, 11:20:56 am 
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Roma, 9 gen. - “La ‘riorganizzazione’ progettata dall’amministrazione di Meliorbanca potrebbe preludere, se venissero confermati i 120 licenziamenti, a scelte estremamente pesanti per i lavoratori”. Comincia cosi’ la lettera inviata dai sindacati Dircredito, Fabi, Fiba-Cisl, Fisac-Cgil e Uilca al gruppo bancario. Le organizzazioni sindacali denunciano anche “l’atteggiamento inadeguato sin qui tenuto dall’amministrazione di Meliorbanca vista la gravita’ della situazione. L’approssimazione con cui l’azienda sta rilasciando l’informativa ai sindacati, infatti, impedisce di fatto l’avvio di un confronto serio e improntato al comune intento di trovare un accordo sostenibile”. Constatata la partecipazione delle aziende in indirizzo al capitale di Meliorbanca, i sindacati chiedono “un incontro urgente con i vertici del gruppo per valutare le possibili soluzioni per risolvere una criticita’ che, nel contesto dato, non puo’ essere circoscritta alla singola azienda da essa direttamente interessata”.

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 il: Dicembre 02, 2008, 04:30:40 pm 
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Oggi alle 16, nella sala incontri al piano terra presso la sede della Regione Liguria, a Genova in piazza De Ferrari 4, si svolgerà il confronto All’iniziativa - promossa da Ubaldo Benvenuti, consigliere regionale del Partito Democratico e presidente della Commissione Programmazione e Bilancio dell’Assemblea legislativa – parleranno anche Alessandro Repetto, presidente della Provincia di Genova, Giovanni Battista Pittaluga, assessore regionale all’Organizzazione, Risorse umane, finanziarie e strumentali, Informatica, Francesca Balzani, assessore comunale alla Programmazione e Gestione economica finanziaria, Bilancio, Stefano Fassina, direzione nazionale del PD.

Interverranno inoltre Sergio Bonanini (Fisac-Cgil), Antonio Boretti (Fiba-Cisl), Riccio Da Passano (Abi-Commissione regionale), G. Franco Damiano (Cna), Emanuele Guastavino (Adoc), Carmela Minniti (Federconsumatori), Roberto Orengo (Confesercenti), Maria Teresa Ruzza (Uilca-Uil), Roberto Simoncelli (Sunia), Andrea Simoncini (Cittadinanzattiva), Mario Sottili (Lega Coop), Furio Truzzi (Assoutenti).

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 il: Novembre 14, 2008, 11:13:57 am 
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Un bell'articolo di Giuseppe D'AVANZO su La Repubblica, che merita le nostre riflessioni.

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 il: Ottobre 28, 2008, 11:24:21 am 
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La Cgil e la Fisac siciliane hanno scritto al Presidente della regione per chiedere un confronto per giungere a un’intesa sul tema dell’efficienza e della produttività degli enti economici regionali. Cgil e Fisac, nella lettera a Lombardo, pongono l’accento, in particolare, sulla situazione dell’Ircac, giudicata «insostenibile essendo fallite- sostiene il sindacato- tutte le misure adottate per risanarlo».

E ad aggravare la situazione, per Cgil e Fisac, potrebbe adesso intervenire l’attuazione di un accordo siglato a marzo del 2008 da Cisl e Uil di categoria e da due sindacati autonomi con l’ente i cui effetti- scrive la Cgil- sarebbero l’aumento del numero dei dirigenti e dirigenti superiori giungendo anche al ripristino anacronistico del vice direttore generale, progressioni di carriera incontrollate e palesi discriminazioni per i dipendenti esclusi dagli inquadramenti a causa della confusione introdotta dall’intesa che la Cgil non ha firmato».

A Lombardo e alla giunta regionale, Cgil e Fisac chiedono di non ratificare l’accordo in questione che e’ del resto in contrasto - sostengono - con la dichiarata volontà del governo di tenere una linea di rispetto dei diritti e di rigore, e contemporaneamente di aprire le trattative per la riforma degli enti economici regionali».

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 il: Ottobre 28, 2008, 11:23:25 am 
Iniziato da Jackal - Ultimo post da Jackal
E’ oramai chiaro che la criminalità ha alzato il tiro e non esistono più remore sulle modalità con cui si portano a termine i progetti delittuosi.

Lo sfondamento delle vetrate prospicienti i locali delle filiali bancarie non è una novità.

Ciò che lascia davvero indignati, episodi criminosi a parte, è che le sollecitazioni rivolte agli istituti di credito e all’ABI perché si adottino le misure di sicurezza necessarie in ragione della pericolosità delle piazze, dell’allocazione dei punti operativi, spesso sono lettera morta.

Che la Puglia, ed in particolare le provincie di Bari e Brindisi siano ad altissimo rischio è stato di recente certificato dall’OSSIF (Osservatorio per la sicurezza dell’ABI).

L’Osservatorio, nel riportare i dati provvisori riferiti al primo semestre del 2008, sottolinea che il fenomeno a livello nazionale è in decremento, con alcune eccezioni.

Una di queste è proprio la Puglia.

In provincia di Bari nel semestre si sono registrate ben 62 rapine contro le 31 dell’analogo periodo del 2007: +100%, con un’incidenza pari a 20,2 episodi per 100 sportelli.

In provincia di Brindisi si sono registrate 7 rapine contro le 2 dell’analogo periodo del 2007: +250%, con un’incidenza pari a 11,3 episodi per 100 sportelli.

Sono dati molto peggiori rispetto a zone notoriamente a rischio come quelle della province Campane.

Crediamo che vadano rivisitati urgentemente, quindi, i protocolli sottoscritti presso le Prefetture per mettere in campo tutte le risorse necessarie per contrastare adeguatamente fenomeni che mettono a repentaglio la sicurezza dei lavoratori e degli utenti.

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 il: Ottobre 28, 2008, 11:22:09 am 
Iniziato da Jackal - Ultimo post da Jackal
Le lavoratrici e i lavoratori di Italia Lavoro spa saranno in sciopero domani, dalle 8,30 alle 12,30. A darne notizia è una nota della segreteria nazionale della Fisac-Cgil. La protesta è stata indetta, si legge nella nota, “contro l’assenza totale di confronto con il sindacato riguardo alla situazione di centinaia di collaboratori che, dal prossimo 31 ottobre al 31 dicembre 2008, torneranno a casa senza alcuna prospettiva di rientro, o saranno affidati a bandi pubblici”. I criteri di accesso dei bandi, inoltre, fa sapere la Fisac, “sono stati fissati unilateralmente dall’azienda, senza trasparenza e senza alcun riguardo per le competenze maturate negli anni e per il lavoro svolto alla pari dei lavoratori dipendenti. Violando con ciò l’Accordo quadro sulle collaborazioni firmato con i sindacati appena un anno fa”.

Continua la nota: “La costante e caparbia estromissione del sindacato in tutte le scelte aziendali (eppure, o forse per questo, l’Amministratore delegato e Presidente proviene proprio dal sindacato), la storica ‘mala’ gestione delle risorse umane che non prevede processi di valutazione trasparenti, con percorsi di carriera riconosciuti e riconoscibili, la mancanza di un chiaro processo di condivisione sulle scelte aziendali in merito alla selezione, sta implicando un sistema di scarsa informazione presso i lavoratori con conseguente circolazione di informazioni errate, cupi presagi e mistificazioni, inaccettabili in un’azienda che ha come mission quella di rendere più trasparente il mercato del lavoro”.

La situazione dei collaboratori si innesta, inoltre, in un contesto di “generale incertezza nella gestione dell’agenzia tecnica del ministero del Lavoro”, nella quale “il contratto è scaduto da otto anni e non è ancora completamente rinnovato, non si hanno tempi e modalità certe di affidamento di finanziamenti per nuovi progetti, finalizzati al reinserimento nel mercato del lavoro di lavoratrici e lavoratori in situazione di disagio grave (tra cui, non ultimi, quelli di Alitalia), e si configura - conclude la Fisac - una vera e propria procedura di messa in uscita definitiva di risorse umane e competenze”.

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Traduzione Italiana a cura di SMItalia

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