ALCUNE RIFLESSIONI SUL GOVERNO PRODI e SU COSA DEVE FARE IL SINDACATO
Con questo scritto, vorrei aprire una riflessione sulle questioni delle scelte economiche, sociali, di qualità dello sviluppo, di progetto di vita… che dovrebbero distinguere un governo di “Centro Sinistra” da un governo di “Centro Destra”.
Vorrei farlo partendo da questa considerazione:
tutto ciò che è avvenuto negli ultimi anni nel nostro Paese evidenzia che il liberismo è in crisi, ma esiste un modello sociale e di sviluppo alternativo?
Se rispondiamo che si… che è possibile un’alternativa reale al liberismo come io credo… allora a mio parere il governo Prodi Dovrebbe andare oltre una finanziaria che si occupa di risanamento/sviluppo/equità…
Come? La questione da affrontare è quella di mettere in discussione la centralità del mercato e rompere il meccanismo della globalizzazione liberista.
Per fare ciò non bastano le “liberalizzazioni”… ma serve un preciso ruolo dello Stato in materia di indirizzo economico e della qualità dello sviluppo compatibile con l’ambiente e con la persona (non può essere lasciato tutto al mercato), di ruolo progettuale dello stato in materia di diritti del lavoro e di diritti civili.
Per me, il problema centrale non è quello della “crescita”, del rilancio di uno sviluppo qualsiasi del nostro Paese, ma quello di fondare lo sviluppo mettendo al suo centro la questione del lavoro; la questione dei diritti; la questione dell’ambiente .
E’ a partire da ciò che allora diventa essenziale non quello che è stato fatto fino ad ora … ma quello che dovrà essere fatto a partire dal modello sociale .
Prima questione: Quali pensioni, quali salari? Le pensioni minime e medie vanno aumentate respingendo ogni tentativo di revisione dei coefficienti ed alzamento dell’età pensionabile. Per evitare una improbabile prospettiva di deficit di bilancio Inps occorre lavorare per fare emergere il lavoro sommerso, fare pagare i contributi alle aziende che assumano lavoratori precari e fare la divisione delle spese per l’assistenza (Cassa integrazione Mobilità) da quelle delle previdenza, accollando allo stato le spese per l’assistenza.
In merito ai salari dobbiamo sapere che il valore medio reale e di essi negli ultimi 10 anni è diminuito del 20%, mentre sono cresciuti a dismisura sia i profitti degli imprenditori, sia i redditi delle fasce di lavoro autonomo (liberi professionisti, commercianti, ecc…) che gli stipendi dei gruppi dirigenti. Per cui si pone con forza di andare a rinnovare i prossimi contratti di lavoro, andando oltre l’inflazione ridistribuendo parte dei redditi,delle risorse economiche, verso chi lavora dando dignità al lavoro dipendente ed inoltre anche al fine di fare riprendere il mercato interno.
Seconda questione: quali diritti? Occorre puntare a ripristinare i diritti di chi lavora abolendo le leggi sul precariato a partire dalla legge “Biagi”, abolire la Bossi/Fini dare i diritti civili alle coppie di fatto, stabilire una rete di ammortizzatori ed assistenza sociale per i soggetti più deboli;
terza questione: quale sviluppo compatibile con l’ambiente? E’ questo un problema epocale legato al riscaldamento del pianeta ed all’inquinamento atmosferico che sta creando danni immensi all’eco sistema ed agli esseri senzienti. Sappiamo che non è un problema di facile soluzione e sicuramente riguarda anche i governi dell’intero Pianeta, ma in Italia non possiamo restare inermi. Il governo deve intervenire per cercare di indirizzare l’economia compatibile con la natura, quindi non basta la crescita dello sviluppo economico, ma sono necessari interventi diretti con un ruolo dello Stato nei settori strategici, e del governo, con regole ed incintivi alle aziende che producono prodotti ecologicamente compatibili e con un sistema industriale che non inquini l’atmosfera e le falde acquifere/terrestri.
Dobbiamo inoltre agire a partire dai luoghi di lavoro ponendoci il problema della contrattazione del cosa produrre, come produrre, per cosa produrre e del governo dell’organizzazione complessiva del lavoro (orari, carichi e ritmi di lavoro, sicurezza e prevenzione ambientale) .
Credo che siano queste le tematiche che anche il sindacato Confederale deve affrontare attraverso una precisa piattaforma rivendicativa da discutere e fare approvare dai lavoratori, per sostenerla anche con la lotta necessaria in tutti i luoghi di lavoro e nella società.
Umberto Franchi – Segretario Responsabile Dipartimento Piccole Imprese ed Artigianato della CGIL Provincia di Lucca